Sasso Simone, con i suoi 1204 metri, domina il Montefeltro e con il Sasso Simoncello, il Monte Canale, il Monte Carpegna e il Monte Palazzo costituiscono una delle quattro aree protette della Regione Marche, denominata Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello. Un polmone verde che offre delle spettacolari viste panoramiche sul territorio di Pesaro e Urbino.

Sasso Simone è un sasso fatto di storia, o meglio di storie. Percorrendo i suoi sentieri, si percorrono non solo secoli di natura rigogliosa ma anche le vicende di personaggi che hanno influito sulle sorti del nostro Paese.

A partire dal nome, tutto è avvolto da leggende e misteri. Attraverso i diversi sentieri si giunge ai due sassi e si comprende immediatamente che il termine Sasso è legato alla conformazione rocciosa delle due rupi. Mentre l’origine del nome Simone rimanda a diverse storie popolari. Secondo una di queste, Simone deriverebbe dal nome dei due torrenti omonimi (Seminico) che dal Sasso scendono a valle. Una seconda leggenda narra di un eremita di nome Simone; altre fonti parla di sacerdoti romani, i semoni, che erano soliti adorare le divinità proprio sulla sommità delle montagne. A questa leggenda se ne somma una quarta che vede la presenza di uno scalpellino di nome Simone, venuto dalla Dalmazia insieme a San Leo e a San Marino. Qualunque sia la vera etimologia dei due Sassi, per le popolazioni della zona il Sasso Simone, maggiore per dimensioni e perciò più affascinante, fu creato da Dio, mentre il Simoncello, più piccolo e meno bello, venne creato dal diavolo.

Il Sasso Simone divenne noto a metà del XVI secolo, quando il duca Cosimo de’ Medici, che in quel periodo stava riorganizzando la struttura militare del proprio Stato, realizzando nuove fortezze sia nelle principali città sia nei luoghi più lontani. L’interesse per Sasso Simone nasce dalla sua condizione di territorio di confine che permetteva di controllare le ambizioni dei potentati limitrofi e nello stesso tempo garantiva un eventuale varco alle ambizioni medicee di conquista. La nuova fortezza, costruita sfruttando le preesistenti costruzioni benedettine, perse di valore a causa di diverse difficoltà, legate all’approvvigionamento di materie prime, alla convivenza difficile con gli abitanti del posto e alle avverse condizioni climatiche.

Sasso Simone offre molteplici sentieri, ben strutturati e segnalati, tra cui scegliere in base al tempo di percorrenza e alla difficoltà.  Ideale trekking, passeggiate in mountain bike o a cavallo, ma anche per arrampicate sui suoi costoni rocciosi.

Ripercorrendo oggi questo luogo, si possono ancora trovare tracce dell’impianto urbanistico della fortezza: la strada con il selciato, tracce della porta d’ingresso, resti delle mura, la grande cisterna ancora contenente acqua; segni sul terreno di quello che era l’antico abitato.