Quando si parla di Riviera del Conero, si è soliti far riferimento alla porzione anconetana del Mar Adriatico sovrastata dall’imponente Monte Conero e che arriva fino a Numana. Tuttavia riferirsi solo al territorio costiero sarebbe riduttivo, poiché il monte Conero è intrecciato e collegato, sia geograficamente sia per la storia e la cultura, a diversi comuni limitrofi. Dunque mare, ma anche collina e un ricchissimo patrimonio artistico fatto di testimonianze architettoniche (che vanno dal romanico all’arte veneta) e pittoriche (Lorenzo Lotto, Il Guercino, Francesco Podesti), oltre a teatri, musei e ville con giardini terrazzati.

Una costante che noterà anche l’occhio di un osservatore poco attento, è la scogliera a tratti selvaggia e a tratti più gentile, ma anche la vegetazione rigogliosa, tipica della macchia mediterranea: orchidee selvatiche, ginestre, lecci, pini d’Aleppo e corbezzoli. Ed è da questi ultimi che il monte Conero prenderebbe il nome; infatti il termine greco kàmaros significa corbezzoli, ipotesi confermata anche dalle innumerevoli piante che si trovano nei boschi della zona.

Quello della Riviera del Conero è un territorio da scoprire in ogni stagione dell’anno. Le alternative a disposizione del turista sono le più disparate. Gli amanti della natura potranno scegliere tra 18 percorsi divisi per difficolta: alcuni più tranquilli ideali per famiglie con bambini, altri più ripidi e scoscesi per escursionisti più esperti ed attrezzati.

Per i bikers ci sono diverse opzioni. La maggior parte dei sentieri sono sterrati, quindi perfetti per gli amanti della mountain bike; i ciclisti da strada possono percorrere i circa 30 chilometri della strada provinciale che da Ancona arriva fino a Porto Recanati; invece per passeggiate più tranquille e sicure si possono utilizzare le piste ciclabili presenti sul territorio.

Autunno e primavera sono i periodi dell’anno migliori per scoprire l’entroterra, con le sue colline, i suoi castelli e i suoi monasteri: il Montefeltro, Filottrano, Loreto e la Santa Casa, Offagna e la sua rocca.

Pur essendo suggestiva tutto l’anno, la stagione migliore per scoprire la Riviera del Conero è sicuramente l’estate, periodo in cui non si potrà fare a meno di tuffarsi in un mare dalle acque sorprendentemente turchesi, dopo essersi rilassati al sole tra le calette nascoste e le spiaggette di ciottoli bianchi. Tra le più suggestive la spiaggetta delle Due Sorelle, così chiamate per i due omonimi faraglioni situati a pochi metri nel mare, la spiaggia di San Michele e dei Sassi Neri a Sirolo e quella dei Frati a Numana

Ma non si potrà dire di aver scoperto veramente il territorio della Riviera del Conero se non dopo aver sorseggiato un bicchiere di Rosso Conero e assaggiato un piatto di moscioli, le cozze locali presidio Slow Food. Un ultimo consiglio, fondamentale per assaporare appieno: provare i prodotti delle Terre del Conero, la filiera agroalimentare che raccogliere diversi produttori locali e che valorizza il territorio nel rispetto dell’ambiente e del Parco.