I Monti della Laga, appartengono alla catena degli Appennini e sono delle cime arenacee che segnano il confine tra ben tre regioni: le Marche, l’Abruzzo e il Lazio. I rilievi montuosi inoltre ricadono all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, istituito nei primi anni ’90 per tutelare e valorizzare il suo patrimonio naturalistico e antropologico.

La porzione marchigiana, quella settentrionale, è nel territorio di Ascoli Piceno, con i comuni di Acquasanta Terme e Arquata del Tronto e forma un continuum con i Monti Sibillini.

I Monti della Laga rappresentano un confine “politico” ma anche naturale, ponendosi come soglia biogeografica tra il nord e il sud dell’Italia, come dimostrano gli animali e le piante che qui sono presenti con gli ultimi esemplari alpini nella parte settentrionale e mediterranei nel versante meridionale.

In queste zone si trovano alcune delle cime più alte della catena montuosa, con un patrimonio floristico unico (particolarmente interessante la zona boschiva ad abeti bianchi). La fauna si caratterizza per la presenza di specie di piccola taglia come la vipera dell’Orsini, l’arvicola delle nevi, la rana temporaria e il tritone alpestre. Gli esemplari di grande fauna non mancano e sono oggetto di particolari programmi di salvaguardia come nel caso del capriolo, del lupo appenninico e dell’orso bruno marsicano.

Nell’ascolano i Monti della Laga sono una testimonianza storica della viabilità degli antichi romani, poiché da qui passava la via salaria, il percorso che permette vadi arrivare da Roma Ascoli Piceno e poi al Mar Adriatico. La zona è caratterizzata da piccoli borghi arroccati sulla pietra con i tipici balconi in legno affacciati sui boschi di castagneti secolari che regalano scorci dai toni fiabeschi e incantati.

Qui il tempo sembra essersi fermato e le tradizioni si tramandano di generazione in generazione, senza intaccare la loro autenticità. Singolare, tanto per storia quanto per l’esperienza, è la Festa Bella che viene organizzata nel mese di agosto a Spelonga, una delle frazioni di Arquata del Tronto. Ogni 3 anni circa 150 persone rievocano la battaglia di Lepanto del 1751, quando i locali riuscirono a strappare la bandiera turca, della quale ancora oggi viene custodito un frammento nella Chiesa di Sant’Agata. I Monti della Laga sono anche i custodi della carbonaie, strutture in legno e pietra che venivano utilizzate per le attività di estrazione del carbone.

Molti gli itinerari per andare alla scoperta dei Monti della Laga e dei suoi tesori storico-artistici negli antichi borghi: Paggese, Castel di Luco, Montecalvo e la sua fortezza, Umito, la cascata della Prata e quella della Volpara, Quintodecimo e Trisungo. Alcuni di questi sentieri sono attrezzati per essere percorsi non solo a piedi ma anche a cavallo e in mountain bike.

La scoperta di questo territorio passa anche dalla tavola, con i piatti a base di funghi porcini e tartufo e i vini prodotti dagli antichi vitigni rupestri del fondovalle come il Pecorino, da cui ha origine l’omonimo vino.