Molti dei confini provinciali della Regione Marche hanno una chiara derivazione territoriale. Il Monte San Vicino delimita la provincia maceratese da quella anconetana, estendendosi dalla valle del fiume Esino a quella del Potenza. La cima montuosa fa parte della appennino umbro marchigiano ed è da sempre un punto di riferimento per chi percorre queste zone essendo visibile da ogni direzione. A questa peculiarità se ne associa un’altra: seppur sempre visibile, in base all’angolazione dell’osservatore cambia il profilo del rilievo montuoso.  I 1484 metri del Monte San Vicino possono sembrare una gobba di un cammello se si è a sud, di forma tricuspidale se si è a nord o simile ad un vulcano spento se si è ad est o ad ovest.

Non è stato facile risalire alla toponomastica del Monte San Vicino. Tuttavia, alcuni ritrovamenti risalenti all’epoca romana, la sua conformazione e il posizionamento, hanno avvalorato la tesi che derivi dalla locuzione latina vicilinus, che in italiano significa “vigilante”. Una delle divinità più venerate dagli antichi è Giano, legata al culto del ciclo della giornata, in particolar modo dell’alba e del tramonto, ma anche dei punti cardinali e quindi degli incroci e dei viandanti; inoltre i Romani erano soliti dedicarsi ai riti legati ai culti sulla sommità più alta della zona. La riflessione porta ad una deduzione diretta: “san” ricorda la sacralità del luogo e l’essere visibile da diversi prospettive, nonché confine territoriale e punto di riferimento di viaggiatori e quindi loro vigilante, facevano del Monte San Vicino la personificazione o il luogo ideale per il culto di Giano.

Il paesaggio e la ricchezza di diversità biologica ospitata in queste zone, hanno reso necessario implementare azioni per la protezione e la salvaguardia della flora e della fauna. Per questo nel 1994 è stata costituita la Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito.

Questi luoghi offrono una vista di boschi di lecci e roverelle alternati a grandi prati che nel loro insieme danno vita ad un paesaggio particolarmente armonioso, gradevolissimo da percorrere a piedi, in mountain bike o a cavallo. I sentieri attraversano bellissimi territori in si trovano rocche, eremi e castelli, testimonianza dei secoli andati. Per agevolare le attività escursionistiche, è stata sviluppata una carta dei sentieri e il Nordic Walking Park, un progetto che raggruppa altre aree oltre a quella del Monte San Vicino, per promuovere la camminata con i bastoncini. Presso la Riserva Naturale è possibile prendere parte a visite guidate ed attività didattiche organizzate dal centro di educazione ambientale.

Chi programma una vacanza da queste parti, non può non prevedere una tappa a Elcito, uno dei borghi più belli delle Marche, arroccato su uno sperone roccioso con quel che resta delle sue possenti mura del castello posto a difesa dell’Abbazia benedettina di Valfucina, famosa ancora oggi per la ricca documentazione che racconta, attraverso 400 pergamene, 4 secoli di storia dell’economia di questi luoghi ad opera dei monaci benedettini.