Genga, nell’anconetano, è famosa per diversi motivi, in primis per le Grotte di Frasassi. Infatti, pur vantando un patrimonio storico artistico di tutto rispetto, quello ambientale-naturalistico ha permesso al borgo di acquisire notorietà non solo a livello regionale e nazionale ma anche a livello europeo.

Le Grotte di Frasassi, all’interno nel territorio del Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi e rappresentano il più grande complesso ipogeo d’Europa con una lunghezza di circa 30 chilometri, suddivisi in 8 livelli geologici differenti. Nate dal lento processo di erosione delle acque del fiume Sentino, processo che nel tempo ha portato alla creazione di dirupi rocciosi dando origine ad uno scenario sotterraneo senza eguali.

Scoperte negli anni 70 da un gruppo di speleologi della sezione anconetana del Club Alpino Italiano, dell’intera area solo 1,5 chilometri sono fruibili al pubblico. Questo affascinante mondo sotterraneo si snoda come se fosse un labirinto, in una serie di sale, ognuna unica nel suo genere per la presenza di particolarissime stalattiti e stalagmiti. Il percorso, suddiviso in 7 sale, è facilmente accessibile ed è attrezzato con passerelle, gradini e illuminazione.

Le Grotte di Frasassi si contraddistinguono per le dimensioni spettacolari, tanto che in questi spazi si perde il senso della proporzione. La Sala del Vento è la prima ad essere stata scoperta; da qui inizia il giro turistico e subito non ci si rende conto delle sue dimensioni: dire 180 metri di lunghezza,120 di larghezza e 200 di altezza non è sufficiente per rendere l’idea, bisogna specificare che questa grotte potrebbe contenere comodamente il Duomo di Milano. Le altre sale principali che si susseguono sono state nominate cercando di rendere immediata ogni loro peculiarità: Sala dei Duecento (per le dimensioni), il Gran Canyon (caratterizzato da gole e crepacci), la Sala dell’Orsa e la Sala Infinito.

Anche i nomi dei gruppi di stalattiti e di stalagmiti sono di immediata interpretazione: le Cascate del Niagara, una colata bianchissima di calcite allo stato puro; i Giganti, il gruppo di stalagmiti più grande che arriva a toccare i 20 metri di altezza; la Spada di Damocle,  stalattite che pende dalla cupola superiore ingannando l’occhio dell’osservatore sulle sue reali dimensioni (sembra piccola ma misura 7,40 metri di altezza); le Candeline, sottili stalagmiti posizionate ai bordi di un laghetto.

Per i più avventurosi, le Grotte di Frasassi offrono due percorsi speleologici, uno più semplice e ideale anche per ragazzi dai 12 anni in su e per chi vuole avvicinarsi a questa disciplina, l’altro più lungo e complesso richiede un po’ di esperienza e po’ di coraggio.

La visita dura circa 75 minuti e il biglietto comprende parcheggio, il trasporto alle grotte con navetta l'ingresso al Museo Speleo-paleontologico di San Vittore e al Museo di Genga - Arte Storia Territorio.

Terminata la visita al complesso ipogeo, ci si può dedicare alla scoperta degli altri tesori nascosi che sono custoditi nella Gola di Frasassi. A poca distanza si trova un tempio ottocentesco costruito dall’architetto Valadier e una piccola chiesa rupestre dedicata a Santa Maria Infra Saxa, entrambi incastonati in una grotta. Proseguendo si arriva alle Terme di San Vittore e, un poco più distante, si trova l’Abbazia romanica di San Vittore.