La Gola del Furlo è una gola situata a Fermignano, lungo il tracciato originario della via Flaminia, incisa dallo scorrere incessante del fiume Candigliano, affluente del Metauro nella Provincia di Pesaro- Urbino, tra le pareti dei Monte Pietrella (889 metri) e il Monte Pietralata (976 metri).  

Il paesaggio è selvaggio ma molto pittoresco e suggestivo. Costituito da boschi, pascoli e cime incontaminate. Nel 2001 è stata istituita la Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo per proteggere i 3600 ettari di questo patrimonio caratterizzato da aquile reali (omaggiate nello stemma della riserva), falchi pellegrini, gufi, lupi e caprioli. La riserva nasce anche per regolamentare le attività di raccolta dei tartufi; infatti questo luogo custodisce una delle tartufaie più antiche d’Italia.

La Gola del Furlo attraversa i territorio di confine tra le Marche e l’Umbria e si può affermare che in un certo senso attraversa anche la storia, quella della natura e quella dell’uomo. Infatti questo luogo inizia la sua storia circa 200 milioni di anni fa, ne sono testimoni gli innumerevoli ritrovamenti fossili.  Fin dai tempi più remoti questo era uno snodo importante per lo spostamento delle merci e delle persone dal versante tirrenico al versante adriatico ed è per questo che, per diversi popoli in diverse epoche, è stata oggetto di opere architettoniche che oggi verrebbero definite all’avanguardia. Le testimonianze più antiche fanno risalire il primo tentativo agli Umbri o agli Etruschi, con una galleria di circa 8 metri.

Si deve a Vespasiano l’opera più maestosa. Nel 77 a.C. fece scavale una galleria lunga quasi 39 metri nel punto più stretto della gola che fu detta "petra pertusa" o "forulum" (piccolo foro), da cui "Furlo". Sicuramente con i mezzi di allora non sarà stato un lavoro semplice e ancora oggi sono visibili le tracce degli scalpellini dei centinaia di schiavi che scalfirono una pietra talmente dura, come raccontano le fonti, che per poter essere lavorata veniva prima riscaldata con il fuoco e poi bagnata con una soluzione di acqua e aceto.

Nel secolo scorso, la Gola del Furlo, era una delle soste preferite da Mussolini nei suoi viaggi che da Roma lo conducevano nella sua terra natia romagnola. Nel 1936 la milizia nazionale forestale con l’aiuto degli artigiani del luogo, innalzarono sulla facciata del monte Pietralata il Profilo del Duce, come ringraziamento per aver aperto una strada di accesso alle cave di pietra. Oggi del profilo non rimane che un accenno della fronte, poiché alla fine della guerra i partigiani e le truppe di liberazione decisero di eliminare il profilo dalla montagna con colpi di cannone e dinamite.

Diversi sentieri sono a disposizione per scoprire uno degli scorci naturalistici più belli delle Marche. I percorsi sono stati sistemati recentemente e sono dotati di segnaletica internazionale. Tra i più panoramici c’è quello che dalla diga sul Candigliano arriva fino alla Terrazza del Furlo, apprezzata per la vista panoramica sulla gola e sulle pareti rocciose.

Dalla Gola del Furlo in poco tempo si possono raggiungere altre località interessanti, come Acqualagna famosa per i suoi tartufiApecchio la città della birra e del mappamondo della pace a tre piani; Cantiano in cui sono custodite alcune opere del Caravaggio e di Gentile da Fabriano.