L’Abbadia di Fiastra, nel cuore della Provincia di Macerata, è uno dei monasteri cistercensi meglio conservati in Italia. Territorialmente divisa tra i comuni di Urbisaglia e Tolentino, l’Abbadia di Fiastra ospita un complesso abbaziale, oltre a circa 1800 ettari di terreni che, dal 1984, sono stati posti sotto vincolo di protezione con la costituzione della Riserva Naturale Abbadia di Fiastra.

La fondazione del monastero risale al 1142, quando Gualtiero II, marchese di Ancona donò all’ordine cistercense un vasto appezzamento di terra tra il Chienti e il Fiastra. Dall’abbazia di Chiaravalle di Milano arrivarono 12 monaci che curarono la costruzione del complesso, utilizzando speso materiali di riciclo provenienti dalla vicina Urbisaglia. Dopo aver bonificato l’area boschiva circostante, l’Abbadia di Fiastra acquisì potere e territori, irradiandosi da Macerata a Numana, ospitando circa 200 monaci e controllando più di 30 chiese e monasteri. Dal XIV al XV secolo il monastero andò incontro ad un inesorabile declino, anche a causa di diverse disavventure e saccheggi. Dopo essere stata ceduta ai Gesuiti, con la soppressione degli ordini (1773) divenne proprietà della famiglia Giustiniani Bandini. Dopo la morte di Sigismondo Giustiniano Bandini, a soli 32 anni e senza lasciare eredi, secondo le sue volontà testamentali, venne istituita una fondazione a suo nome, con il compito di amministrare e salvaguardare tutto il patrimonio della famiglia.

L’abbazia di Fiastra è stata costruita da architetti-monaci francesi, con elementi dello stile romanico e dello stile gotico. Dal chiostro, seguendo una pianta quadrata, trovano spazio la Chiesa a croce latina a tre navate e improntata sull’asse del sole regolata dalle severe forme cistercensi, la sala del capitolo, l’auditorium, lo scriptorium, il refettorio e il cellarium. Nel XIX secolo, per volere del sig. Sigismondo, venne aggiunta sul lato sud del chiostro la sua residenza in stile neoclassico.

Oggi, quasi tutto l’intero complesso può essere visitato. Inoltre alcuni locali sono stati adibiti a fini museali. Nella Sala delle Oliere è allestita la raccolta archeologica dell’Abbadia di Fiastra; le cantine, con accesso dal chiostro dell'Abbazia, ospitano il Museo del Vino con strumenti e oggetti usati per lavorazione del vino, oltre ad una ricca documentazione relativa alla produzione di vino nel territorio marchigiano. Altri locali sono stati destinati al Museo della civiltà contadina, dove sono stati raccolti molti attrezzi agricoli, utensili da cucina e oggetti di falegnameria che provengono dalle case del circondario e sono stati ricreati ambienti che mostrano come si svolgeva la vita in campagna.

La Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra, rappresenta un ecosistema molto particolare, sia per la flora sia per la fauna. Tra i sentieri che si possono percorrere a piedi, in bici o a cavallo, sono dislocati dei punti di osservazione per chi pratica il birdwatching e non di rado accade di poter godere anche della vista dei castori. Inoltre sono a disposizione del visitatori delle grandi distese verdi, con alcuni tavolini ed altri servizi, ideale per tranquilli pic nic o dei rilassanti pomeriggi immersi nella natura.

Dal 1985, la comunità cistercense è ritornata presso l’Abbadia di Fiastra, a vivere sempre secondo la Regola di San Benedetto. I monaci otto volte al giorno si riuniscono in chiesa per il canto corale della liturgia delle ore e svolgono le altre attività di sostentamento, tra le quali la produzioni di cosmesi naturale, tisane, miele e liquori acquistabili presso il loro punto vendita.