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La città di Staffolo
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Staffolo è situato nella valle del fiume Esino a quella del Musone è anche denominato balcone della Vallesina. Il territorio si estende per una superficie di 27. 6 Kmq su una campagna dalle morbide ed eleganti colline tappezzata dalle varie coltivazioni, dove l'olivo colora da secoli il paesaggio agrario comunale.
L'origine del nome è controversa: secondo alcuni l'origine di Staffolo risalirebbe a Stafilo, figlio di Arianna e Teseo e quindi al mito degli Argonauti, secondo altri lo stesso termine Staffolo ha fatto pensare al vocabolo greco "staphile", grappolo d'uva, come pure alla conformazione topografica del centro protetto da mura, che riguarda appunto una staffa di cavallo. Il centro abitato è sorto probabilmente nel VI o VII secolo d.C., su un preesistente presidio militare romano. Più volte devastato e ricostruito nel Medioevo, Staffolo è ancora oggi storico da mura medioevali ed il borgo è ricco di testimonianze storiche. Nel centro storico si può visitare la chiesa parrocchiale di S.Egidio, dove è conservato un prezioso pentittico del XV secolo del cosiddetto "Maestro di Staffolo". All'interno della cerchia muraria troviamo la chiesa di S. Francesco risalente al XII secolo, mentre poco distante sorge la barocca chiesa S.ta Maria della Castellaretta. La principale attività di questo territorio, in termini di impiego di risorse umane e finanziarie, è stata da sempre l'agricoltura. Tra le colture tradizionali, prevalente è quella della vite e dell'olivo, incentrata sulla produzione del pregiato Verdicchio e dell'olio extra vergine di oliva. Non meno importanti sono le tradizionali produzioni di miele, formaggi e salumi . Tra i piatti tradizionali spiccano i dolci come i "cavallucci" (con impasto a base di sapa e mosto bollito a lungo) e la "serpe" (a base di mandorle), le ciambelle lesse e di mosto, il tradizionale ciambellone e la cicerchiata. |
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