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Antico castello posto lungo la valle del medio Cesano, sulla sponda sinistra del fiume, a ridosso di un piccolo rilievo collinare ai cui piedi si sviluppa il borgo, attraversato dalla statale cesanense. All’origine del ridente paese attuale è la celebre abbazia omonima, fondata dai monaci benedettini nell’alto medioevo, utilizzando l’abbondante materiale di spoglio del distrutto municipio romano di Suasa. Un’abbazia che ebbe lunga vita autonoma, insieme a ricchi possedimenti terrieri fino al secolo scorso e, tra i suoi vari abbati commendatari, anche Giuliano Della Rovere (poi Papa Giulio II). All’ingresso dell’antico castello, sottopassato da un arco, è il severo Palazzo Della Rovere (sec. XVI) nel cui interno sono oggi ospitate ben tre raccolte museografiche: quella archeologica, quella etnografico-africana e quella di storia naturale, oltre all’ottocentesco Teatro ’M. Tiberini’ con elegante sala a palchetti interamente decorata con motivi pittorici neoclassici e liberty. Alla sommità della collina sorgeva un tempo una robusta rocca, due volte distrutta e più tardi ricostruita quale dipendenza del sottostante palazzo roveresco. L’abbazia di S.Lorenzo sorge invece nel borgo ed è un pregevole esempio (seppure in parte manomesso e rifatto) di stile romanico, compreso il presbiterio a tre absidi con spaziosa cripta sottostante. Fanno parte del comune di S.Lorenzo anche i caratteristici castelli di Montalfoglio (m.393) e S.Vito sul Cesano (m.353) tuttora circondati da robuste mura scarpate. Sulla sponda destra del fiume Cesano, nel territorio del comune di Castelleone di Suasa (in provincia di Ancona) è situata l’area archeologica dell’antica Suasa Senonum, fondata dai Galli, sottomessa dai Romani e distrutta dai Goti di Alarico nel 409 d.C. Sono ancora visibili i resti dell’Anfiteatro e quelli di una villa patrizia dotata di splendidi mosaici pavimentali.
L'origine del paese è legata alla fondazione di un celebre monastero dei Benedettini, i quali lo edificarono utilizzando anche l'abbondante materiale archeologico del luogo a cavallo tra il 600 e l'800.
Questa l'origine di San Lorenzo in Campo, di cui le prime notizie storiche, storicamente controllate, risalgono al 552, quando cioè i laurentini ebbero dal Pontefice facoltà di governarsi da sé e di cedere i propri beni al Monastero dei Benedettini per averne in cambio protezione ed aiuto.
A quel tempo San Lorenzo, per la grande quantità di boschi che occupavano tutta la vallata, veniva chiamato "in Silvis" cioè tra le selve.
I monaci Benedettini oltre a curare la vita religiosa del luogo, ne dirigevano anche l'attività agricola.
Infatti, come loro regola, volsero ogni cura per la bonifica di tutto il territorio circostante all'Abbazia, avvalendosi anche di agricoltori del luogo.
Sorsero così, in breve tempo, nuove abitazioni che costituirono man mano un grosso paese, al quale fu imposto il nome di San Lorenzo.
Si aggiunse la denominazione "in Campo" perché, in seguito al disboscamento delle selve, si erano formati tanti campi dove poter costruire la propria abitazione e lavorare la terra.
Nel 1141 San Lorenzo in Campo si emancipò dalla giurisdizione abbaziale per passare sotto quella di Fano; nel 1231 fu sede di vicariato apostolico e munita di rocca; durante le aspre lotte tra Guelfi e Ghibellini, subì varie devastazioni da parte di Ancona e Senigallia, finchè verso la fine del 1300 vi si stabilì la signoria dei Conti di Montevecchio ai quali rimase in feudo nonostante le temporanee occupazioni di Francesco Sforza e di Sigismondo Malatesta; infine, nel 1482 ebbe l'annessione al ducato di Urbino.
Il paese si era sviluppato sul colle attiguo all'antica Abbazia, in posizione fortificata; il borgo medievale era formato da viuzze interne, archi di accesso e mura di cinta castellane con torrioni.
Nella parte più elevata si ergeva la rocca, sotto la quale si apriva la caratteristica piazzetta detta "la Padella". |