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La città di Macerata

Macerata sorge su una collina fra due valli parallele percorse a nord dal fiume Potenza e a sud dal fiume Chienti. Collocata al centro della provincia di cui è capoluogo (57 Comuni), Macerata è andata assumendo nel tempo la fisionomia di un centro direzionale delle attività culturali, amministrative e commerciali di una vasta parte del territorio marchigiano. Ancora oggi Macerata è una città di cultura, ed il settore agricolo e quello terziario fanno da completamento ad attività artigianali e piccolo-industriali, elementi basilari della sua struttura socio-economica. Centro di notevole interesse storico-artistico, ambientale e paesaggistico, Macerata, ricca soprattutto di architetture rinascimentali e barocche, è interessante anche per la mirabile unità ambientale del nucleo storico e per i bei panorami. Pur sostenendosi che Macerata sia sorta dopo la distruzione della romana "Helvia Recina", avvenuta nel 408 d.C., le sue origini sono da ritenersi più correttamente altomedioevali. Infatti, circa nella seconda metà del X secolo, si hanno le prime notizie di una "Terra de Maceratinis" e di un "Podium Sancti juliani", due centri che, sottraendosi all'autorità del Vescovo di Fermo, intorno al 1138, si unirono costituendosi Comune. Con gli anni il territorio comunale si ampliò notevolmente, tanto che nel 1290 vi sorse uno "Studium Legum", premessa per la nascita della famosa Università e, nel 1320, Papa Giovanni XXII concesse la Sede Vescovile, innalzando Macerata al grado di città. Subita la dominazione della famiglia Sforza, nel 1445 Macerata si consegnò ai rappresentanti della Santa Sede da cui ottenne di poter diventare Sede dei Cardinali Legati che già amministravano gran parte della Regione. Per tutto il XVI secolo la regione registrò un grande sviluppo economico ed edilizio, le cui tracce si riscontrano nella costruzione di numerosi palazzi gentilizi, come la "Loggia dei Mercanti" o il "Palazzo del Governo". Nel '600, invece, Macerata subì un accentuato decadimento, la cui maggiore conseguenza fu la riduzione della Sede Legatizia a semplice Governatorato. Successivamente recepì le idee del XVIII secolo. Dopo il precario ristabilimento del governo pontificio, nel 1808 Macerata entrò a far parte del Regno Italico sino al 1814, quando Gioacchino Murat se ne impadronì. Sconfitto nella "battaglia della Rancia" nel 1815, il governo Murat aveva comunque avuto tempo di seminare idee indipendentiste che determinarono a Macerata, nel luglio 1817, il primo moto rivoluzionario del Risorgimento Italiano. Dopo il Ritorno del Governo Pontificio, Macerata restò sotto la dominazione del Papato sino a quando non venne annessa al Regno di Sardegna dopo la battaglia di Castelfidardo. Notevole è stato il contributo di vite umane dato da Macerata alle lotte indipendentistiche del Risorgimento. Garibaldi costituì a Macerata la famosa Legione Maceratese che prese parte ad alcune delle più importanti battaglie condotte dall'Eroe dei due Mondi.
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