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La città di Jesi

La città di Jesi si trova nella bassa valle dell'Esino, a circa 20km dal mare. La sua economia si basa sulla presenza di piccole e medie industrie nel settore metalmeccanico, degli stampi plastici e della trasformazione dei prodotti agricoli (tra cui i cavolfiori), oltre alla presenza dell'artigianato (con svariati laboratori orafi), mentre nell'interland esiste una notevole produzione vinicola del "Verdicchio dei Castelli di Jesi" (vino DOC). Le origini di Jesi sono molto antiche, antecedenti agli Etruschi, ma probabilmete il suo territorio era abitato già nel periodo Paleozoico. Nel sec. III a.C. venne conquistata dai romani che le diedero il nome di Aesis. Nel sec. VIII viene donata alla Chiesa ma agli inizi del IX secolo passò sotto la giurisdizione imperiale, per ritornare tra i possedimenti Chiesa agli inizi dell'anno Mille. Intorno al 1130 Jesi divenne libero Comune con un proprio governo autonomo, dando alla città un sostanziale impulso al suo sviluppo economico e sociale, a cui seguirono la realizzazione dei palazzi del Podestà, del Comune e della Cattedrale intitolata a S. Settimio. Nel XII e XIII secolo, la città proseguì nella fortificazione delle mura, costruite sul tracciato di quelle d'epoca romana. Nella metà del XV secolo, Jesi viene ceduta nuovamente alla Chiesa ma sul finire del sec. XVIII viene conquistata dalle truppe napoleoniche, divenendo uno dei capoluoghi di distretto del Dipartimento del Metauro. Nei primi decenni del XIX secolo iniziò nella città un graduale processo di industrializzazione con la nascita delle prime manifatture per la seta, ed il 15 settembre del 1860 i bersaglieri entrarono a Jesi sancendo la definitiva annessione al Regno d'Italia. Jesi è una città molto ricca di costruzioni storiche ed opere d'arte, sia civili che religiose. Oltre alle mura trecentesche, di cui restano le sue sei porte e le torri, ricordiamo il Palazzo Balleani (sec. XIV in stile barocco), il Palazzo Ripanti (sec. XVIII che ospita il Museo Diocesano), il Palazzo della Signoria (sec. XV), il Palazzo dei Verroni, il Palazzo Ricci (sec. XVI), il Palazzo Pianetti-Tesei (sec. XVIII in stile rococò) al cui interno è ospitata la Pinacoteca ed il Museo Civico ed il Teatro Pergolesi, inaugurato nel 1798 con due opere del Cimarosa, unico teatro di tradizione presente in una città d'Italia che non è capoluogo di provincia. All'interno del centro storico di Jesi troviamo il Duomo della città, edificato tra il XIII e il XV secolo e dedicato a San Settimio; la facciata e l'interno a croce latina sono state rifatte, al suo interno sono conservati due leoni stilofori (sec XIII) e possiede un campanile di epoca settecentesca. La chiesa di Santa Maria delle Grazie (sec. XV ma ristrutturata nel sec. XVIII), con il suo campanile del XVII secolo, custodisce all'interno un affresco della Madonna della Misericordia, attribuibile forse ad Antonio da Fabriano. Citiamo inoltre la chiesa di San Floriano (sec. XVIII) recentemente restaurata, la chiesa di San Bernardo Abate già convento delle clarisse (sec. XVII ospita il Museo delle Arti e della Stampa), la chiesa di San Giovanni Battista o di San Filippo (sec. XIII restaurata nel 1600) con decorazioni a stucco, la Chiesa di San Nicolò (sec. XIII in stile romanico-gotico). Fuori dal centro storico troviamo invece la Chiesa di S.Marco (sec. XIII in stile gotico a tre navate) con i suoi interessanti affreschi, e la chiesa di Santa Maria del Piano, ex abbazia, fondata in epoca alto medievale, dove è conservato un prezioso sarcofago del sec.IX. Tra gli eventi tradizionali citiamo la Festa di San Floriano (rievocazione storica dell'antico palio con quintana a cavallo) che si svolge nella prima settimana di maggio, e la Festa di San Settimio, patrono di Jesi, che si celebra il 22 settembre con manifestazioni religiose mentre nei tre giorni successivi (23, 24, 25 settembre) si svolgono le antiche Tre Fiere di cui si hanno notizie già all'inizio del sec. XIV.
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