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La città di Cerreto d'Esi

Cerreto d'EsiLe denominazioni originali delle strade del castello di Cerreto d'Esi hanno subìto, nel corso degli anni, vari cambiamenti. Dalle pergamene del 1292 e del 1297 dell'ASF si ha notizia di undici vie e vicoli che incrociandosi tra loro davano vita ad un centro storico particolare. Molti studiosi hanno affermato che in origine il castello aveva la tipologia di un accampamento militare romano. Purtroppo non si hanno notizie verificabili in merito e l'unica cosa certa è che il castello ha avuto, intorno all'anno 1500, un grande splendore. Importanti, comunque, nel castello, erano le due porte principali: Porta superior o porta dei Conti Ottoni è, ancora oggi, visibile (Cenno della chiusura nel secolo scorso) Porta inferiore ora scomparsa ma che con molta probabilità esisteva alla fine di Via San Lorenzo. Ritornando al significato delle strade e dei vicoli del castello, dobbiamo tener presente che in epoche passate non era uso dare nomi alle vie ma alle contrade. I nomi alle piazze e alle vie furono dati nel 1862 allorché Cerreto divenne comune autonomo. Piazza Marconi, anticamente denominata Corrado domini Actionis, spesso è chiamata Piazza dei Delfini, per l'omonima fontana che si trova al centro della stessa Nel 1990 è stata restaurata. Via Roma in origine si chiamava Contrada grande perché appunto era la via più importante, con molti negozi e osterie, ma anche perché come dice il nome stesso era la più ampia e quindi la più transitata non solo da pedoni, ma anche da carrozze. Via F. Morea prende nome da un personaggio cerretese che ha operato politicamente nel nostro territorio. Via Don Raffaele Chiucchi è riferita al parroco che ha operò nella parrocchia di Cerreto nella prima metà del 1900. Anticamente era chiamata Contrada della Trinità in onore alla Chiesa che vi era presente. Una chiesa scomparsa intorno al 1600 perché incorporata nell'edificio del monastero e delle orfane del Paese. Purtroppo la vera locazione non è stata mai scoperta; si sa solo che esisteva grazie ai documenti rinvenuti nell'Archivio diocesano di Camerino, perché Cerreto è entrato a far parte della Diocesi di Fabriano solo recentemente. Via Bestrenga anticamente si chiamava Contrada del Forno per la presenza di un forno che era in quella via. Via San Lorenzo non ha modificato il nome, infatti prima si chiamava Contrada San Lorenzo, derivando il nome dalla Chiesa omonima che era citata già nelle carte del monastero farfense, intorno al 1300. Via Tribbio, era detta Contrada del Trebbio. Questo nome può avere diversi significati: Incrocio di tre vie (Via Grande - Via Don Raffaele Chiucchi - Via San Lorenzo); Trebbio o Trebio significa strumento per battere il grano e infine Trebbo dal romagnolo Trebb appunto incrocio di tre vie. Via Fiorenzuola, via dove si pagava il dazio o via fiorita. Via Carlo Carloni percorre il perimetro del castello dalla parte della stazione e prima si chiamava Via delle Mura, perché era l'unica parte che si transitava a piedi ed era pubblica, infatti essa era collegava ad una spiazzola che non aveva nome e che oggi è chiamata Piazza San Rocco in onore all'oratorio che presente nella stessa strada.
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