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Cantiano sorge a 73 km dalla costa adriatica, lungo il percorso dell?antica via Flaminia, là dove la stessa risale la stretta valle appenninica del fiume Burano, a ridosso delle pendici occidentali del monte Catria (m.1702). Situato fra i colli di S.Ubaldo e di S.Nicolò, il paese sorge quasi isolato tra il corso del Burano e del Bevano, ed è arrampicato sul fianco di un poggio alla cui sommità restano ancora visibili tratti di mura dell?antica rocca. Le terre dell'attuale Cantiano furono abitate fin dall'antichità; già prima del sec. VI a.C. le popolazioni degli Ikuvini (ramo delle genti Italiche) e degli Umbri occuparono questa zona delle Marche. Grazie all'influenza e la vicinanza con gli Etruschi avevano dato vita ad una società florida e pacifica e fondato una città, l'antica Luceoli, che venne inglobata nei domini di Roma. Dopo la caduta dell'Impero Romano e le continue scorribande dei barbari, gli abitanti iniziarono la fortificazione dei due colli di Colmatrano e di Cantiano, sui quali i superstisti di Luceoli,definitivamente distrutta nel 1137 dall'imperatore Lotario, fondarono Castrum Canthiani. Riuscì a ergersi libero comune nel 1244 sotto la giurisdizione di Gubbio e nel 1250 passò sotto il governo della Chiesa, per tornare tra i domini di Gubbio nel 1280. Il castello di Cantiano, per la sua importanza, fu al centro di dispute tra i Montefeltro di Urbino ed i Malatesta di Rimini; nel 1393, caduta la rocca di Colmatrano, il castello seppure inespugnato viene ceduto ai Montefeltro e fino al 1631 seguirà il destino dello Stato di Urbino. Fra gli edifici maggiori sono da ricordare la chiesa di S.Agostino con bel portale romanico (sec. XIII), la collegiata di S.Giovanni Battista in cui è custodito un pregevole tondo di Eusebio da S.Giorgio (sec. XV), insieme con varie tele seicentesche di Claudio Ridolfi, del cantianese Francesco Allegrini e di altri ancora, e ancora le chiese di S.Nicolò e di S.Ubaldo. In Piazza Luceoli è possibile ammirare il Palazzo Comunale (sec. XVIII nella cui biblioteca sono collocate numerose opere antiche) in puro stile rinascimentale affiancato dall?antico Palazzo del Podestà e da quello dei Priori. Interessante anche la stretta via Fiorucci con antichi edifici del sec. XII. In località le Foci e in località Pontericcioli si possono infine ancora ammirare due ponti romani a due arcate con robusto pilastro centrale. In epoca medievale il colle di Colmatrano era presidiato da una imponente torre di cui oggi nulla è rimasto mentre sul colle di Cantiano, oggi di S. Ubaldo sul quale sorgeva il Palazzo-castello, rimane solo parte della torre d'angolo. Le due fortificazioni erano state unite da una possente cinta muraria dietro la quale prosperava il borgo. All'interno del convento annesso alla chiesa di S.Agostino viene ospitato il Museo di Cantiano, composto da due sezioni: il Museo Geoterritoriale e il Museo Archeologico e della Via Flaminia "G. C. Corsi". Fa parte del territorio comunale di Cantiano il parco naturale del bosco di Tecchie che si estende con folte faggete per 180 ettari nel comprensorio delle Serre del Burano, morfologicamente caratterizzato da un doppio allineamento di piccole creste culminanti con il rilievo di Pian della Serra (m.1020). Cantiano è rinomata produttrice di amarene (visciole di Cantiano, particolari ciliege selvatiche) e del pane di Chiaserna (fatto con farina locale, acqua di sorgente e cottura a legna). A questi e altri prodotti tipici della zona e dedicata l'evento della "Piazza del Gusto" che si svolge ogni anno il secondo sabato e domenica di Maggio. Tra le altre manifestazioni ricordiamo l'"Infiorata di S.Giovanni" (24 Giugno), la Sagra del Polentone alla Carbonara (primo sabato e domenica di Agosto), la Sagra del Tartufo della Valle del Balbano (secondo sabato di Agosto), il Torneo della Balestra "Le Rocche" (terza domenica di Agosto), la Sagra del Cinghiale (17 Agosto Loc.Balbano), la Mostra Mercato Regionale del Cavallo (secondo sabato e somenica di Ottobre). La tipica manifestazione cantianese è "La Turba", sacra rappresentazione in costume del Venerdì Santo che trae origine, anche se non direttamente, da movimenti popolari che si diffusero in terra di Marche ed Umbria intorno alla metà del sec. XIII. |