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La città di Arcevia
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La formidabile posizione geografica della città di Arcevia ne fece fin dal Medioevo una roccaforte di eccezionale importanza a cavallo tra le regioni della Marca, dell'Umbria e del Ducato di Urbino. Sin dal sec. XII si costituì in Comune indipendente. Fu forte nelle armi e divenne, per la sua potenza guerresca, arbitra delle sorti dei comuni e principati vicini. Venne assediata dai Malatesta per il re di Napoli, dal Piccinino e dai capitani di ventura Agnolo della Pergola e Pietro Navarro, resistendo e respigendo tutti i loro attacchi. Nel 1816, Pio VII confermò a Roccacontrada, col nome di Arcevia, il titolo di "Città" che le era stato conferito solennemente nel 1266 da una bolla di Clemente IV. Come nelle armi, Arcevia fu veramente insigne nella protezione delle arti e degli studi. In ogni tempo la città si fregiò della presenza di grammatici, umanisti di grido e cattedre regolari di eloquenza, retorica, filosofia e lingua greca. La città di Arcevia diede i natali a personaggi come il pittore Ercole Ramazzani, l'erudito letterario Angelo Rocca, il famoso architetto Andrea Vici, il fisico Giuseppe Gianfranceschi, il filosofo Fernando Palazzi e l'insigne letterato Giovanni Crocioni. Questi studiosi e artisti lasciarono grandi capolavori a testimoniare la loro riconoscenza che Arcevia conserva ancora intatte e inestimabili, come le splendide opere di Luca Signorelli, Giovanni della Robbia e del citato Ercole Ramazzani. |
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