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La città di Appignano
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Sul pendio di una collina, che si eleva dalla magnifica valle del Potenza, a 199 metri sul livello del mare, sorge Appignano. Secondo una prima ricostruzione ad opera di Giovanni Baldi del 1620, Appignano deve la sua origine al proconsole romano d'Asia Aulo Piniano Falconio, realmente esisitito intorno al 300 d.C. Piu' plausibile e' la teoria secondo cui numerose famiglie impaurite dalle invasioni barbariche, furono ospitate dai frati Romualdini nella chiesa di Santa Maria da Tarquignano, immersa in un bosco di pini, lungo dove sorgera' Appignano. Il documento piu' antico in cui viene nominanto Appignano risale al 1220. In esso si cita "Castri Appignani" ovvero il castello del feudatario e gli edifici che servivano come strutture politiche, amministrative e commerciali del paese. Con l'arrivo di Francesco Sforza (1443), il paese, conquistato per brevissimo tempo, cadde in uno stato di carestia, peste, miseria e desolazione. Lo Sforza fece costruire intorno al castello una cinta fortificata con muri a scarpa e otto torrioni quadrangolari visibili ancora oggi. Nella seconda meta' del XVI secolo comparve sulla scena economica di Appignano l'arte della ceramica. I nuovi artigiani, dediti alla produzione degli utensili in terracotta, si collocarono fuori dalle mura, lungo via Borgo Santa Croce. Accanto all'attivita' della ceramica si sviluppa l'arte della lavorazione del legno, che in seguito, costituira' la produzione principale dell'industria appignanese.
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