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Cupra Marittima

A nord del fiume Tesino e a sud del fiume Menocchia, schiacciata tra colline e mare, sorge Cupra Marittima. Il nome della città deriva da quello della Dea Cupra, divinità della cultura dei Piceni, ma le sue origini hanno radici molto più profonde. Alcuni reperti trovati a nord di Cupra Marittima, nelle vicinanze del fiume Menocchia, testimoniano la presenza di insediamenti umani già dalla preistoria (Paleolitico inf., Neolitico). Verso l'interno sono stati rinvenuti reperti e necropoli risalenti all'età ferro.
Quello che caratterizza di più questa città, è che tutte le civiltà che si sono susseguite nei secoli hanno lasciato tracce evidenti anche perché sono sorte in luoghi diversi l'una dall'altra.
Cupra Marittima ha saputo mantenere un ottimo equilibrio tra l'espansione urbana e la natura che la circonda.
L'attività turistica affianca quella agricola, molto diffusa all'interno del suo territorio comunale.

Da vedere
La zona dove sorgeva la "Cupra romana" è stata rinvenuta su di un colle in una località detta la Civita. Rimangono visibili, in parte, i resti del Foro composto da due archi, la scalinata ed il podio sul quale è stata costruita una casa colonica. In contrada Folignano invece si trovano delle cisterne dette "Bagni di Nerone". Appena fuori la città, lungo la SS 16, sono situati i resti di un ninfeo, dove sono visibili alcuni affreschi (I - II secolo d.C.). Sul colle S. Basso si trova invece un santuario dedicato alla dea Cupra, nel quale sono stati rinvenuti numerosi reperti, tra cui due statue di marmo (di cui una conservata nel Palazzo Comunale di Osimo). Rimangono inoltre le rovine delle mura urbane di difesa ed i muraglioni detti di "Mignini".

La Chiesa della Collegiata si trova nella parte bassa di Cupra Marittima, al suo interno conserva le spoglie di S. Basso, vescovo di Nizza, martire e patrono della città, la cui festa si tiene il giorno di Pasquetta. All'interno è custodito un trittico di Vittore Crivelli raffigurante la "Madonna con il Bambino.

Il Borgo di Marano si trova sul colle omonimo e conserva ancora la sua ondulata cinta muraria che si adatta al colle stesso. All'interno del borgo, si trovano inoltre il Palazzo Brancadoro, edificato dagli Sforza, la chiesa di S. Maria in Castello e la chiesa del Suffragio del XVIII secolo.
Su un colle a strapiombo sul mare si trovano i resti del Castello di S. Andrea, mentre a nord si trova il Museo Malacologico al cui interno conserva esemplari di conchiglie provenienti da oltre 96 paesi.

Storia
Le origini di Cupra Marittima sono molto antiche. Reperti di origine preistorica (dal Paleolitico al Neolitico) e dell'età del ferro, testimoniano l'esistenza di insediamenti di antiche popolazioni in questa zona. La presenza del tempio dedicato alla dea "Cupra" (si suppone di origine picena), di cui era l'unico santuario italico (citato anche da Strabone nella sua "Geografia"), ne determinò il nome e l'importanza, sia come luogo di culto che come scalo marittimo commerciale. Divenne un importante colonia romana (Iulia Cuprensis), riportata anche nella "Tabula Peuntigeriana" ed in altre antiche fonti. La città romana era situata in località Civita, 1500 metri a nord circa di quella attuale; l'importanza di questo luogo di culto è documentata dalla lapide che testimonia l'avvenuta restaurazione (nel 127 d.C.) del tempio su richiesta dell'imperatore Adriano e conservata nella chiesa di S. Martino a Grottammare. Nel IV e V secolo d.C. nasce il culto di San Basso, vescovo di Nizza e martire. Nel periodo medievale, a seguito delle continue incursioni barbare e saracene (fu più volte saccheggiata, e completamente distrutta nel IX secolo), l'abitato si spostò in altura. Inizia così la costruzione di castelli e borghi fortificati;nascono il "Castrum Marani"
ed i castelli di S. Andrea e di Boccabianca. Nell'entroterra si moltiplicano gli insediamenti farfensi, ed il castello di Marano si mette sotto la protezione di Fermo. Tra il Cinquecento ed il Settecento, Cupra Marittima diventa luogo di una fiorente attività marinara, ed a fine Ottocento, grazie anche alla ferrovia, porterà lo spostamento della popolazione dalla parte "alta" alla costa ed al lento spopolamento dei castelli, favorito dalla crescente attività turistico balneare e dal commercio.