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  • Casa Vacanze Casale Antonia Monteprandone

    Casale Antonia

    Splendido casale sulle colline che incoronano la Riviera delle Palme, a soli 5 km da San Benedetto del Tronto. La villa è immersa in un ampio giardino attrezzato con alberi d'alto fusto, circondata da vigneti ed uliveti e gode di una splendida vista sul mare.

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Monteprandone

Orlata da alberi di pino, Monteprandone sorge su di un colle, a circa 5 km dal mare, dal quale è possibile ammirare la vallata del Tronto incorniciata tra il litorale e i monti del Parco Gran Sasso - Laga e il Parco dei Monti Sibillini. Tutt'intorno è circondata da terreni coltivati e da colline ricche di vigneti, dalle quali nascono pregiati vini D.O.C. come il Rosso Piceno Superiore e il Bianco Falerio dei Colli Ascolani. Nei secoli la città non ha subito grandi trasformazioni. In parte merito degli stessi abitanti che hanno conservato il più possibile l'aspetto medievale del paese, in parte perché lo sviluppo demografico ed industriale si è concentrato tutto nelle pianure a ridosso del fiume Tronto, nella frazione di Centobuchi. Qui risiede la maggior parte della popolazione del comune. Molte sono le tipologie di attività presenti nella vasta zona industriale ed attività legate ai servizi, che si ritrovano circondate da vasti terreni agricoli intensamente coltivati a viti, ulivi, cereali ed ortaggi.

Nell centro storico di Monteprandone sono ancora presenti diversi tratti di mura castellane: la quattrocentesca Porta del Borgo a Monte ( sec. XVI) con torre di rinfianco ed alcuni torrioni e palazzi cinquecenteschi, tra cui Palazzo Campanelli e il Palazzo Comunale ultimato nel 1882.
Nel Museo Civico sono conservati ed esposti al pubblico 54 codici della Libreria di San Giacomo della Marca, nato a Monteprandone. Gli altri codici si trovano in diverse biblioteche italiane e straniere, molti sono andati dispersi. Molti risalgono al XIV-XV secolo ed uno al IX-X secolo. Sono presenti inoltre opere di S. Bonaventura, di San Giovanni Damasceno, di S. Agostino, Scoto, Aristotele, Seneca, Boezio, Cicerone, San Gregorio, e una lettera autografa del Santo a S. Giovanni da Capestrano, e altri documenti e antiche pergamene medievali del castello di Monteprandone  e cataloghi di varie epoche.
Sulla sommità del paese si trova la Collegiata di San Niccolò, progettata, in stile neoclassico, dall'architetto Pietro Maggi nel 1808. All'interno conserva un crocifisso ligneo del sec. XIII ed un organo del perugino Angelo Morettini, costruito nel 1840.
Il convento francescano di Santa Maria delle Grazie si trova al di fuori delle mura del paese, sulla strada che conduce alla frazione di Centobuchi. Edificato nel XIV secolo, ha subito nei secoli diverse trasformazioni e dell'aspetto originale sono rimaste solo alcune tracce. Al suo interno sono conservate diverse opere ed alcuni oggetti appartenuti a San Giacomo della Marca (1394 - 1476), tra cui il mantello, il bastone da viaggio, la tunica, un calice del XV secolo un piccolo forziere per reliquie ed un trittico in avorio della Bottega degli Embriachi del XV secolo.

La Storia
Nella zona di Monteprandone vi erano insediamenti umani già nel neolitico.
Il ritrovamento di alcuni oggetti testimoniano la continuità della presenza di abitanti nel territorio sia nell'età del bronzo che in epoca romana. La nascita del nucleo abitativo della città dovrebbe essersi verificata tra il IX e il X secolo, in seguito allo spostamento della popolazione dal litorale verso l'interno a causa, probabilmente, delle continue incursioni dei Saraceni. Le prime testimonianze del castello di Monteprandone si hanno intorno all'anno 1039, nel quale i feudatari Guido e Longino lo donarono all'Abbazia di Farfa. Nel XIII secolo Monteprandone il territorio della città si estendeva fino al litorale e quindi diventa oggetto di una disputa tra la città di Ascoli, che voleva uno sbocco sul mare, e di Fermo, che ne osteggiava le ambizioni.
Nel 1292, Monteprandone si costituì libero comune e fece atto di sottomissione ad Ascoli, e nel 1323 papa Giovanni XXII concesse il permesso a quest'ultima di costruire un proprio porto alla foce del fiume Tronto.
Questo portò Monteprandone ad essere maggiormente coinvolta nelle aspre dispute territoriali delle due grandi città del Piceno, nelle quali si inserisce l'opera di mediazione di San Giacomo della Marca, che riuscì a far stipulare nel 1400 un trattato di pace. Dopo l'annessione dello Stato Pontificio al Regno d'Italia, Monteprandone divenne comune indipendente ed i suoi confini, che arrivavano sino al mare, furono confermati. Nel 1935 la frazione di Porto d'Ascoli chiese di staccarsi dal comune collinare per aggregarsi a quello di S. Benedetto del Tronto, ridimensionandone il territorio.